Hanno preso il controllo dell’account Instagram della Casa Bianca di Obama. Senza virus, senza phishing. Hanno parlato con l’assistente AI di Meta finché non gli ha aperto la porta.
Su Telegram, questo fine settimana, giravano le istruzioni. Una VPN per sembrare nella stessa città del proprietario dell’account. Una richiesta di reset della password. E poi al bot di Meta bastava chiedere di aggiungere una mail nuova sull’account di un altro. Il codice di conferma arrivava a loro. Account preso.
Non hanno bucato niente. Hanno solo convinto un assistente AI a fidarsi. Quel bot trattava chiunque ci parlasse come se fosse il proprietario, senza verificare niente. Un dipendente in carne e ossa ogni tanto si insospettisce. Una macchina addestrata a essere sempre d’aiuto dice sempre di sì.
Hanno colpito profili enormi. La Casa Bianca di Obama, ferma dal 2017. Il sottufficiale più alto della Space Force americana. Riempiti di immagini e messaggi filo iraniani. Alcuni nomi utente corti, quelli che sul mercato grigio valgono cifre a sei zeri, rivenduti su Telegram in pochi minuti.
A marzo Meta aveva annunciato che all’assistenza ci avrebbe pensato l’AI, reset delle password compresi. La stessa AI che dovrebbe proteggere il nostro accesso può essere convinta a regalarlo a uno sconosciuto.
Quando l’AI sbaglia e ci svuota l’account, chi paga? Non chi l’ha messa lì al posto di una persona. Meta ha risparmiato sull’assistenza, e il conto lo paghiamo noi che perdiamo il profilo.
Voi cosa ne pensate?
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