Le nuove regole USA sull’AI
Per mesi qui negli Stati Uniti sull’Intelligenza Artificiale la linea è stata una sola. Lasciate fare: niente regole, niente freni, correte più veloce della Cina. Da oggi qualcosa si muove.
Trump ha firmato un ordine esecutivo che chiede alle aziende di far vedere al governo i loro nuovi modelli prima di darli al pubblico. Trenta giorni per guardarci dentro, prima dell’uscita.
Poi però leggi bene ed è volontario. C’è scritto esplicitamente che nessuno è obbligato, nessuna licenza, nessun permesso preventivo. Trenta giorni, e solo se le aziende ci stanno. Nella prima bozza erano novanta, poi sono scesi a trenta, e una parte dell’industria spingeva per fermarsi a due settimane. L’ex consigliere AI della Casa Bianca prima si era opposto, poi ha dato l’ok quando il tempo si è accorciato.
Vogliono guardare cosa sa fare davvero un modello prima che finisca nelle mani di tutti. Soprattutto sulla sicurezza. Pensano a una specie di centrale dove raccogliere le falle che le AI scoprono, e avvisare ospedali, banche e infrastrutture prima che quelle falle diventino un’arma.
In Europa su questo lavoriamo da anni. Io stesso ho contribuito al Code of Practice dell’AI Act e alla legge sull’Intelligenza Artificiale italiana. Là gli obblighi sono obblighi. Qui per ora è un invito.
Un governo che fino a ieri diceva di non toccare niente oggi vuole aprire le macchine prima che escano. È un passo piccolo e volontario, ma va nella direzione giusta. Per la prima volta.
Voi cosa ne pensate?
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