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276 – E se sparisse internet domani mattina nella tua città?

Mosca ha spento internet. E se sparisse internet domani mattina nella tua città?

Sveglia. Apri Google Maps, non funziona. WhatsApp, niente. Provi a pagare il caffè, il terminale non risponde. Non sei nel futuro, sei a Mosca, marzo 2026.

Da quasi due settimane la rete mobile della capitale russa è ferma. Tredici milioni di persone. Pagamenti bloccati, mappe inutili, messaggi che non partono. Le perdite stimate arrivano a un miliardo di rubli al giorno. I moscoviti hanno ricominciato a comprare walkie-talkie e mappe cartacee. Il Cremlino dice che è per la sicurezza, finché necessario. Nessun dettaglio, nessuna data.

Prima di pensare “è la Russia, da noi non succede”: nel solo luglio scorso ci sono stati oltre 2.000 blackout internet nel mondo, più di tutto l’anno precedente messo insieme. Non è un caso isolato.

Vi siete mai chiesti cosa succederebbe se domattina non aveste più internet? La banca: non l’app, proprio la banca. Il conto non lo vedi, non fai un bonifico. I pagamenti: quasi nessuno porta contanti, il POS non funziona. I biglietti: treno, aereo, tutto sul telefono. Il medico: prenotazioni online, ricette digitali, prescrizioni elettroniche. In Italia senza carta d’identità elettronica, CieID o SPID non accedi a nessun servizio pubblico. Pensioni, certificati, fascicolo sanitario: tutto bloccato. Non hai perso internet, hai perso l’accesso alla tua vita intera, tutta insieme, in un colpo.

Ci siamo costruiti una vita su una singola infrastruttura e quasi nessuno ha un piano B. Ne esistono diversi. Meshtastic usa piccoli dispositivi a meno di cento euro: ognuno diventa un nodo, i messaggi saltano per chilometri senza toccare nessuna torre. In Italia c’è Ninux, una comunità che collega interi quartieri con antenne proprie, se uno dei nodi ha internet lo condivide con tutti. Briar e Bridgefy usano Bluetooth e Wi-Fi diretto del telefono: se uno nella catena ha connessione, la passa agli altri. Nessuna di queste cose costa tanto, la maggior parte è gratuita e open source, hardware abbastanza economico.

https://youtu.be/jhij1qNjecY

A Mosca stanno scoprendo tutto questo adesso, con le mappe cartacee in mano. Voi cosa ne pensate?

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.