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Zuckerberg non vuole più solo vendere pubblicità. Vuole riscrivere le regole.

Zuckerberg non vuole più solo vendere pubblicità. Vuole riscrivere le regole. Ha annunciato che Meta permetterà a chiunque di creare il proprio assistente AI personalizzato su Facebook e Instagram, con un unico obiettivo: farli diventare brand. E monetizzarli.

Ci ritroveremo quindi circondati da assistenti virtuali costruiti apposta per vendere qualcosa, parlare come un marchio, spingerci verso un acquisto o fidelizzarci a un’idea. Ogni creator, influencer o azienda potrà costruirsi un proprio bot che ci parla in DM, ci consiglia cosa comprare e magari ci consola pure se siamo tristi. Ma dietro quella “voce amica” ci sarà sempre un algoritmo pensato per vendere.

È un ribaltamento totale. Le piattaforme non ospitano più semplici inserzioni. Sono diventate esse stesse sistemi pubblicitari intelligenti, capaci di dialogare, sedurre, convincere. Zuckerberg lo ha detto chiaramente: con l’intelligenza artificiale, la pubblicità non sarà più solo uno spazio da comprare, ma un’interazione da costruire. Non cliccheremo più su un banner. Parleremo direttamente con la pubblicità.

Questo non riguarda solo Meta. Se questa strategia funziona, cambierà tutto. I social non saranno più luoghi dove seguiamo persone, ma ambienti in cui interagiamo con i loro cloni. E questi cloni ci osserveranno, ci ascolteranno, e ci venderanno qualcosa con la nostra stessa voce.

Chi comanda non è più l’algoritmo che decide cosa mostrarci. È l’IA che decide come parlarci. E il confine tra contenuto e pubblicità diventerà sempre più sottile. Anzi, potrebbe sparire del tutto.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.