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Nel 2025, parlare di intelligenza artificiale come qualcosa di nuovo fa sorridere.

Nel 2025, parlare di intelligenza artificiale come qualcosa di nuovo fa sorridere.
È ovunque: nella nostra cucina, nel nostro guardaroba, nelle decisioni di ogni giorno.
Non è più una rivoluzione, è normalità.
La vera domanda, oggi, non è “se” usiamo l’IA, ma “come” lo facciamo davvero.

Una ricerca appena pubblicata da Harvard Business Review mostra proprio questo: usiamo l’IA generativa per organizzare cene personalizzate, ricevere consigli su moda e stile, o programmare viaggi su misura.
La sfruttiamo per trasformare velocemente appunti confusi in infografiche chiare e dati complessi in soluzioni pratiche.
Insomma, ormai è diventata un’assistente personale indispensabile, un compagno di brainstorming, una guida sempre pronta a risolvere problemi quotidiani.

Certo, non tutti sono ugualmente convinti: alcuni continuano a osservare con prudenza, preferendo mantenere le distanze.
Ma una cosa è evidente, come emerge dai dati raccolti dalla ricerca: l’IA è sempre più diffusa, adattabile, e continuerà a plasmare il nostro modo di pensare, lavorare e vivere.

L’intelligenza artificiale non è più il futuro.
È semplicemente il presente.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.