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Dovete sapere che è in corso una guerra.

Dovete sapere che è in corso una guerra.

Non si vede, non fa rumore, ma cambierà tutto.
È la guerra tra protocolli.

Da una parte c’è MCP, il cervello dietro le quinte che dice agli agenti AI cosa fare, con quali dati, e come.
Dall’altra, ora, c’è A2A. Il protocollo di Google per farli parlare tra loro.

E Google non ha solo proposto uno standard.
Ha messo in chiaro che vuole scrivere le regole.

MCP organizza il lavoro.
A2A organizza il potere.
Perché quando le AI iniziano a collaborare, chi decide come collaborano, decide tutto.

Non è solo tecnica. È politica.
È il TCP/IP dell’era dell’intelligenza artificiale.
E chi vince qui, vince sul lungo periodo.

Mentre tutti parlano di agenti che prenotano voli o rispondono alle email, qualcuno sta decidendo il protocollo con cui questi agenti prenderanno decisioni.
E si assicurerà che lo usino tutti.

Il resto sono dettagli.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.