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ATTENZIONE! C’è una truffa che sta girando e potrebbe colpire proprio ora

C’è una truffa che sta girando e potrebbe colpire proprio ora, mentre milioni di persone stanno per accedere al 730 con SPID.
È subdola, silenziosa, ma terribilmente efficace.
Si chiama “doppio SPID” e funziona così: con i nostri documenti rubati, i truffatori attivano un secondo SPID a nostro nome.

Non ci disattivano il nostro.
No, lo lasciano lì, bello attivo.
Così noi continuiamo a usarlo tranquilli, senza sospetti.

Nel frattempo, con il nuovo SPID – fatto con un provider diverso, un’email e un numero sotto il loro controllo – entrano nei portali ufficiali, tipo INPS, NoiPA o Agenzia delle Entrate.
E lì cambiano l’IBAN, si fanno accreditare pensioni, stipendi, rimborsi.
Soldi che spettano a noi.

Il punto è che questo è possibile perché il sistema SPID è costruito con una falla grossa come una casa: permette di creare più SPID validi per lo stesso codice fiscale.
Cambia solo l’email e il numero di telefono, e sei dentro.
Senza blocchi, senza avvisi, senza che nessuno se ne accorga.

Dal 30 aprile parte la “stagione” del 730.
E chiunque aspetti un rimborso, rischia grosso.

Su Telegram si trovano veri pacchetti di documenti italiani in vendita.
Con due click, chiunque può provarci.
Non serve nemmeno essere un hacker.

Facciamoci un giro subito su INPS, NoiPA e Agenzia delle Entrate.
Controlliamo che il nostro IBAN sia corretto.
Se è cambiato e non siamo stati noi, bisogna denunciare subito.
Occhio agli accessi, se disponibili.
E mai – mai – mandare documenti online per “verifiche urgenti”.

Usiamo solo siti ufficiali.
Attiviamo l’autenticazione a due fattori.

Questa truffa è pericolosa perché non fa rumore.
Ma chi la subisce se ne accorge nel peggiore dei modi: quando è troppo tardi.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.