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ACN è quella struttura che lavora ogni giorno per proteggere l’Italia digitale.

Non tutti sanno cosa faccia o hanno chiara l’importanza dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), e allora ho pensato di scrivere due parole per chi la conosce meno.

ACN, è quella struttura che lavora ogni giorno per proteggere l’Italia digitale.
Non è sempre visibile.
Anzi, quando non si vede è perché ha lavorato bene. Un po’ come la Polizia Postale. Se non la vedi è perché ci ha già salvato da qualcosa.

Difende il Paese dagli attacchi informatici, protegge le nostre infrastrutture critiche, scrive le regole per un cyberspazio più sicuro. È soprattutto rgazie a lei se ospedali, porti, trasporti continuano a funzionare.

Per capirci, negli ultimi due anni, l’ACN ha sbloccato 60 strutture sanitarie colpite da ransomware. Quegli ospedali bloccati da hacker, quei CUP che sembravano inutilizzabili, sono tornati operativi grazie al loro intervento.
Prevenuto migliaia di attacchi. Oncologie, pronto soccorso e reparti critici hanno continuato a salvare vite. Magari non lo sapppiamo, ma se siamo andati in un ospedale che funzionava nonostante un attacco, è merito loro.

L’ACN è anche la mente che crea le regole di molti aspetti del digitale. Ha sviluppato il Regolamento Cloud, che protegge i dati ordinari, critici e strategici dell’Italia, le linee guida sulla crittografia e sulla gestione sicura delle password, per mettere al riparo le informazioni più delicate. Grazie alla nuova direttiva NIS2, l’ACN st guidando l’Italia nell’innalzare la sicurezza cibernetica in settori chiave come energia, sanità, finanza e trasporti, e ha creato una rete di collaborazione tra Paesi europei per rispondere più rapidamente agli attacchi.

Ha sviluppato i CSIRT regionali, centri specializzati che rispondono alle emergenze informatiche in tutta Italia e ha creato il Cyber Index PMI, un sistema per valutare e migliorare la propria sicurezza digitale.

E dietro tutto questo ci sono persone straordinarie. Tecnici, analisti, giuristi… tutti lavorano con un solo obiettivo: rendere l’Italia digitale più sicura. E con i nuovi concorsi del 2025 arriveranno altre figure specializzate per affrontare le sfide della NIS2 e delle nuove regolamentazioni.

L’ACN non è solo una linea di difesa, ma una forza che costruisce il futuro del nostro Paese. Grazie al loro lavoro, l’Italia non è solo protetta, ma è anche pronta a innovare, a crescere e a competere nel panorama digitale globale.

Si vedono poco, ma possiamo sentirci al sicuro perché ci sono.

Come sapete collaboro con loro, ma nessuno mi ha chiesto di scrivere questo post.

Mi sono accorto che non tutti sanno cosa faccia e ho pensato che fosse bene scriverlo.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.