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Falsi fotogrammi della Tour Eiffel in fiamme

In questi giorni si stanno diffondendo immagini della Tour Eiffel che sta bruciando in un enorme rogo. Attenzione perché si tratta di immagini estrapolate da falsi video, generati con l’intelligenza artificiale, da cui sono stati presi dei fotogrammi. Non c’è nessun rogo alla Torre.

Quando vediamo immagini e video scioccanti, mettiamo sempre in moto il nostro senso critico e non crediamo subito agli scoop esagerati. Facciamo una ricerca su Internet e visitiamo siti di quotidiani e fonti di informazioni note per capire se la notizia è vera.

Con i sistemi di intelligenza artificiale generativa, sempre più economici, avremo sempre più immagini, video e audio falsificati. Concentriamo la nostra attenzione e dubitiamo di informazioni troppo scioccanti, verificandole.

Se trovate online foto o video falsificati, segnalatemeli inviando un’email a [email protected]

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.