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Il post bufala “è diventato blu”

⚠️ NO! NON DIVENTA BLU, NON FA PRELIEVI E NON ASSUME.
Occhio! Un altro post che sta spopolando è quello che afferma che Facebook sta diventando un ente pubblico e che farà prelievi forzosi di alcuni Euro, che bisogna copiare e incollare, anche dieci volte. Dice pure che ci saranno assunzioni per i migliori post e altre burle del genere e anche che dovremo pagare per pubblicare le nostre foto. È tutto falso e chi lo ha inventato lo ha fatto per prendere in giro le persone. Si tratta di una catena di sant’Antonio che gira da anni.

Come ho già spiegato, Meta ha semplicemente introdotto abbonamenti FACOLTATIVI per Facebook e Instagram. Non diventano obbligatoriamente a pagamento: decidere di pagare o meno è una scelta libera e non vi è alcun obbligo.

Se non volete pagare Facebook e Instagram, è sufficiente NON FARE NIENTE. Non serve fare alcun post, nessun copia e incolla, e tutto rimarrà come è oggi. Se dovesse apparirvi una finestra per la scelta, basta cliccare su “Usa senza costi aggiuntivi”. FINE.

Ditelo a tutti perché c’è tanta confusione in giro.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.