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Attenzione al phishing che sfrutta le nostre emozioni e paure

Capita sempre più di frequente che i truffatori cerchino di fare leva sugli affetti familiari per penetrare nei nostri cellulari. Per esempio può capitare di ricevere un sms dal proprio figlio (o figlia): chi lo manda si presenta di solito con un “ciao mamma” e poi spiega, solitamente in un italiano molto incerto, di aver “rotto il vecchio cellulare” o di “avere un nuovo numero di telefono”. Quindi prega la destinataria di memorizzare il suo nuovo numero. Per farlo dovrà inviargli un sms collegandosi a un link. A volte il mittente si presenta come figlio, altre volte come nipote, oppure fidanzato o fidanzata, marito o moglie, parente, amico. È sempre qualcuno al quale si è legati per ragion di famiglia o di stretta conoscenza.

Naturalmente non bisogna assolutamente cadere in questa trappola. Nessuna persona che abbia rotto o smarrito il cellulare comunicherebbe in questo modo con i propri genitori, familiari o conoscenti. Se si clicca sul link inviato dal cybercriminale, possono succedere cose molto spiacevoli: per esempio si potrebbe finire dentro un sito web che sfrutta le vulnerabilità del nostro browser per installare automaticamente software malevoli sui nostri dispositivi. Oppure la trovata può servire al cybercriminale di turno per sottrarci dati personali. Quindi, se ci chiedono codici o password, non diamo proprio niente e cancelliamo il messaggio.

Naturalmente il metodo più efficace per sventare questo tipo di truffa è chiamare direttamente chi dice di mandarci il messaggio al suo numero di cellulare e verificare con lui, o lei, quello che sta succedendo. Un segnale che ci deve far stare in guardia è il modo in cui è scritto il testo, di solito pieno di errori e refusi. Inoltre non si capisce perché una persona nel 2023 dovrebbe mandare un sms alla madre o alla nonna con un link perché non ritrova più il proprio dispositivo.

Tutto suona molto strano. Eppure in diversi continuano a caderci. Questo perché i cybercriminali conoscono bene paure e preoccupazioni di genitori e parenti, e sanno come sfruttarle a loro vantaggio.

La consapevolezza è la nostra più grande difesa contro queste truffe. Mantenere la calma, agire in modo razionale, diffidare se percepiamo qualcosa di strano, verificare sempre le informazioni e non fare clic su link sconosciuti sono solo alcune delle azioni preventive che possiamo adottare per proteggerci. Ricordiamocelo: i criminali del web giocano con le emozioni delle persone. Non lasciamo che le nostre emozioni ci rendano vulnerabili.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.