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Gli sportelli bancari spariranno, il futuro è nei pagamenti digitali

In molte filiali in Australia la Commonwealth Bank ha deciso di abolire prelievi e depositi in contante. Sono a tutti gli effetti diventate filiali “senza contanti”. Usare denaro cartaceo sta diventando sempre più difficile in quel Paese. Bisogna abituarsi all’idea che il denaro diventerà digitale. C’è a chi può piacere e a chi meno, ma è un processo inarrestabile.

Personalmente, come ho già avuto modo di raccontarvi in un altro post, per me le banconote nella pratica già non esistono più: vivendo a Londra pago tutto con l’orologio o lo smartphone, e così fanno gli altri milioni di abitanti della capitale del Regno Unito.

Avverrà anche in Italia. A partire dagli sportelli bancari per il prelievo del contante, che gradualmente spariranno. Dal 2008 a oggi ne abbiamo persi oltre un terzo, ma continuiamo a fare un grande uso dei 21.650 che ci sono rimasti: nel 2021, dice l’Abi (Associazione Bancaria Italiana), il 79 per cento delle persone è andato in agenzia per vari motivi, anche più volte nel corso dell’anno. In compenso però crescono tutti i pagamenti non in contante, in particolare quelli fatti da cellulare nei negozi e i “wearable payments”, cioè quelli con smartwatch o altri oggetti indossabili.

La scomparsa degli sportelli automatici è solo questione di tempo. Grazie alla diffusione di servizi di mobile banking e di app per i pagamenti, ma anche di sistemi di pagamento moderni come il contactless e i QR code, gli sportelli diventeranno superflui e banconote e monete saranno considerate una cosa del passato. È inevitabile. Ma non sarà un cambiamento improvviso. Sarà un processo graduale, che andrà gestito con intelligenza e attenzione, senza lasciare indietro nessuno e abbattendo i costi delle commissioni per le piccole transazioni. E sarà necessario investire nella formazione e nell’educazione digitale, soprattutto per le fasce della popolazione meno abituate all’uso della tecnologia.

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Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.