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Disastri ambientali, l’aiuto del digitale

Le tecnologie digitali sono importanti per prevenire, arginare e tentare di risolvere i danni provocati dalle calamità naturali. Un problema molto sentito nel nostro Paese: il 93,9% dei Comuni italiani è a rischio frane, alluvioni o erosione costiera. Il digitale, dunque, può dare il suo contributo.

Una delle soluzioni più efficaci è la raccolta e l’analisi dei dati meteorologici. Il monitoraggio in tempo reale può aiutare a prevedere le condizioni meteorologiche estreme e a preparare le comunità locali ad affrontare la situazione. Raccogliendo e analizzando i dati a nostra disposizione, possiamo identificare le zone a rischio di disastri dovuti al maltempo e, di conseguenza, sviluppare piani di evacuazione e di emergenza.

Un’altra soluzione ad alto contenuto tecnologico, usata ormai da alcuni anni in casi di questo tipo, è l’utilizzo di droni per monitorare le zone a rischio e per valutare i danni causati da disastri idro-geologici. Questi piccoli velivoli comandati da remoto possono raggiungere zone inaccessibili per gli operatori umani e fornire immagini ad alta risoluzione per aiutare le autorità a prendere decisioni rapide ed efficaci.

Altrettanto utili sono le tecnologie di allerta precoce, cioè le app, i messaggi di testo e i sistemi di allerta da attivare per avvisare gli abitanti che di lì a breve il tempo potrebbe peggiorare, la situazione potrebbe diventare ad alto rischio, ci potrebbero essere frane, smottamenti o altri eventi gravi. Questi strumenti possono anche fornire informazioni sulle rotte di evacuazione e sui rifugi sicuri per chi è stato costretto ad abbandonare la propria abitazione.

Il digitale è molto utile anche nella fase successiva alla calamità naturale: le tecnologie di mappatura possono contribuire a identificare le aree disastrate e a valutare i danni a infrastrutture e proprietà. Per raccogliere fondi da destinare alle comunità colpite c’è poi il crowdfunding, la raccolta fondi abilitata dalle piattaforme digitali.

Naturalmente, perché funzionino, le iniziative vanno concordate con le autorità locali e con la popolazione stessa. L’interazione umana e il sostegno reciproco restano indispensabili, soprattutto in casi come questi.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.