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Cosa sono gli smart building e quali benefici danno

Solo il 9% degli italiani si ritiene ben informato sugli smart building, dice una ricerca, eppure saranno queste le abitazioni del futuro. Gli smart building sono edifici dotati di tecnologie avanzate che permettono di gestire in modo efficiente l’energia, la sicurezza, il comfort e la comunicazione all’interno di un’abitazione. Grazie a sensori, dispositivi IoT (Internet of Things, l’Internet delle Cose che fa dialogare gli oggetti tra loro) e software di gestione, queste costruzioni ultra-moderne possono adattarsi alle esigenze degli utenti, ridurre gli sprechi energetici e, in definitiva, migliorare la qualità della vita negli spazi di abitazione e di lavoro.

In Italia gli smart building sono ancora pochi, ma in aumento. Si stima che nei prossimi anni il mercato crescerà del 30% annuo, grazie agli incentivi e alla crescente consapevolezza dei loro benefici. Permettono infatti di ridurre i costi energetici e di gestione grazie a sistemi di automazione e controllo. Migliorano la qualità della vita grazie a sistemi di climatizzazione, illuminazione e sicurezza personalizzati. In generale fanno bene all’ambiente e al pianeta, perché sono meno inquinanti.

Inutile nascondere che il principale ostacolo alla diffusione di tecnologie smart sono i costi di installazione. C’è molto lavoro da fare, perché gli alloggi nel nostro Paese sono in media piuttosto vecchi: il 70% ha oltre 30 anni. Però va ricordato che un edificio riqualificato e dotato di nuove tecnologie ha più valore sul mercato delle compravendite e degli affitti.

In Italia la filiera dello Smart Building coinvolge 25 settori differenti, con circa 350 mila aziende operative. E di certo la crescita di questo comparto assicura benefici concreti dal punto di vista economico, sociale e anche ambientale.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

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