Scarica la mia App gratis

Il digitale semplifica la vita quotidiana dei consumatori

I più giovani riescono ad acquistare prodotti e servizi molto più facilmente grazie al “potere” dei servizi digitali, mentre i Baby Boomers, quelli nati prima del 1964, incontrano difficoltà a causa della scarsa conoscenza delle tecnologie. Lo certifica il Consumer Digital Empowerment Index, una ricerca condotta in dieci Paesi europei, Italia compresa. È la conferma che saper usare gli strumenti digitali a nostra disposizione ci può rendere consumatori più fiduciosi e rilassati.

I più pratici a fare shopping online, aprire un conto su Internet o pagare tramite cellulare sono i ragazzi della Gen Z (nati dal 1997 al 2012) e i Millennial, venuti al mondo tra l’inizio degli anni Ottanta e i primi anni Duemila, in particolare quelli con buon livello di istruzione e alto reddito. Faticano i più anziani, specialmente i poco istruiti e con meno risorse economiche.

Chi non utilizza i servizi digitali sostiene che il motivo principale è la mancanza di conoscenza e fiducia. Nello specifico, dicono di non fidarsi della gestione dei conti correnti bancari online, dei social media e dei pagamenti da persona a persona. Ma usare il digitale per le nostre attività di consumatori ci semplifica la quotidianità, ci fa risparmiare tempo e denaro, ed è più sostenibile per il pianeta, perché, per esempio, elimina l’uso della carta e facilita gli scambi.  

In ogni caso, in Italia, una persona su due utilizza almeno la metà dei servizi digitali presi in esame dall’indagine. E tre persone su quattro sono convinte che, da qui a dieci anni, le nostre esperienze di consumo saranno principalmente digitali. Non si torna indietro. E andando avanti si sceglie la strada più semplice.

Il digitale semplifica la vita quotidiana dei consumatori 1
Condividi su:

Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.