Scarica la mia App gratis

459 – LUI RISCHIAVA 35 ANNI PER DEGLI ARTICOLI, LE AI HANNO COPIATO MILIONI DI LIBRI E PAGANO

Lui rischiava 35 anni per gli articoli scientifici e le Intelligenze Artificiali hanno copiato milioni di libri e pagano.

Aaron Swartz aveva 26 anni quando si è tolto la vita, accusato dalla procura federale americana di aver scaricato articoli scientifici. Le aziende dell’Intelligenza Artificiale hanno scaricato milioni di libri piratati e finora nessun loro dirigente è finito sotto accusa penale. Negli Stati Uniti copiare senza permesso pesa a seconda di chi lo fa e chi ha i miliardi se la cava con un accordo.

Aaron era un programmatore, tra i primi soci di Reddit e nel 2008 aveva scritto un manifesto per liberare la ricerca chiusa dietro gli abbonamenti. Nel 2010 attacca un portatile alla rete dell’MIT vicino a Boston e scarica circa 4,8 milioni di articoli da JSTOR. JSTOR era l’archivio a pagamento delle riviste scientifiche e molta di quella ricerca era stata pagata con soldi pubblici.

Quei fai JSTOR se li riprende e decide di non fargli causa. Il governo federale però va avanti con 13 capi d’accusa e fino a 35 anni di carcere. Aaron rifiuta il patteggiamento con 6 mesi di prigione e l’11 gennaio 2013 lo trovano morto nel suo appartamento di Brooklyn. Il processo sarebbe cominciato poche settimane dopo.

Pochi anni dopo la stessa copia la fanno le aziende dell’AI su una scala molto più grande. Dai documenti della causa degli autori contro Meta è uscito che l’azienda ha scaricato via torrent oltre 80 terabyte di libri, li ha presi da libgen e da altre biblioteche pirata, siti pieni di libri e articoli copiati e ci ha addestrato i suoi modelli. Nelle chat interne un ingegnere scriveva che scaricare torrent da un portatile aziendale non gli sembrava giusto e si è andati avanti però lo stesso.

Anche Anthropic, l’azienda di Claude, teneva milioni di libri pirata nella sua biblioteca interna e ha chiuso con gli autori pagando un miliardo e mezzo di dollari. Meta in primo grado ha vinto perché secondo il giudice, gli autori non avevano dimostrato il danno. Sono cause civili, si chiudono con i soldi e di procure con 13 capi d’accusa contro un dirigente finora non se ne sono viste.

E per aziende che valgono centinaia di miliardi, un miliardo e mezzo è una spesa da mettere a bilancio. Ad Aaron invece la procura chiedeva fino a 35 anni di carcere, più della vita che aveva già vissuto.

Aaron quella ricerca voleva darla gratis a tutti. Oggi le aziende dell’AI hanno copiato libri e articoli senza chiedere e adesso ce li rivendono dentro un abbonamento da 20 $ al mese quando va bene e da migliaia di euro al mese quando li devi pagare via token.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Diritto #Pirateria #Giustizia

Condividi su:

Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.