Scarica la mia App gratis

423 – IN CINA CHI COSTRUISCE LE AUTO HA DECISO CHE IL PRODOTTO DOPO È IL ROBOT UMANOIDE

Le stesse linee che oggi montano portiere, fra qualche anno monteranno braccia, gambe, torsi. E non è un esperimento, è proprio un piano industriale.

I costruttori di auto cinesi stanno spostando investimenti sui robot umanoidi, come Tesla. Chi sa fare un’auto ha già quasi tutto per fare un robot: motori, batterie, sensori, fornitori, software che guarda e decide. Cambia la forma, però non il mestiere. E non lo fanno per amore della scienza, perché pensano che lì possano avere un grosso margine.

Poi uno dice: a me cosa cambia se in Cina montano robot invece delle auto? Cambia che quei robot non restano lì. Non ce ne siamo accorti perché non li vediamo, ma l’Intelligenza Artificiale ce l’ha scritta in faccia, sullo schermo che abbiamo in mano. Un robot che impara a muoversi in un magazzino non appare in una scheda del browser. Quindi sembra che non stia succedendo niente.

Ma mentre apparentemente non succede niente, qualcuno decide chi farà il prossimo oggetto che entrerà in casa nostra dopo lo smartphone. E qui l’Europa purtroppo è ferma. L’Italia è avanti, ma l’Europa non tanto. Cioè, non in ritardo di un anno, è proprio ferma. Insomma, non abbiamo deciso se la robotica con l’AI dentro sia nostra da costruire o da comprare. Una scelta che se non la fai, la fa qualcun altro per te.

Vedete, un robot umanoide non è un elettrodomestico. È un oggetto che si muove dentro casa nostra. Ed è ovvio che finirà che alla fine li compreremo. Quando ci accorgeremo che sono ovunque, però, sarà tardi per discutere di chi decide come si comportano. E quella parte lì l’avrà già scritta qualcun altro, magari in un’altra lingua.

E non è la prossima moda tecnologica. Può sembrare una follia, ma lo sembravano anche gli smartphone. Oggi ce li avete tutti in tasca. È la prossima guerra industriale. E arriva fino al corridoio di casa.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Robotica #Industria #Europa

Condividi su:

Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.