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409 – OGGI LA PUBBLICITÀ DENTRO CHATGPT LA VEDIAMO. FRA UN PO’ NO

ChatGPT, ora la pubblicità. Risponderà alle nostre domande sulla base di chi paga? Allora oggi la pubblicità dentro ChatGPT la vediamo, ma fra un po’ potremmo non riconoscerla più, perché potrebbero nasconderla dentro le risposte.

In Italia è una cosa che è arrivata adesso. Chi paga di più non viene disturbato, chi paga poco sì. La vediamo sulla versione gratuita e sul piano Go da 7,99 al mese. Plus, Pro, Business, Enterprise ed Education restano puliti. Legittimo, per carità, lo ricordo da anni. Se non paghi un prodotto online, il prodotto sei tu.

Per ora gli annunci stanno sotto la risposta, cioè in un riquadro separato ed etichettato come sponsorizzato. OpenAI dice che la pubblicità non influenza le risposte e al lancio in Europa la selezione non è personalizzata. Guarda l’argomento della conversazione in corso, la posizione approssimativa, il tipo di dispositivo, l’ora e la lingua. Le chat passate e la memoria restano fuori. Per adesso.

No, perché sappiamo com’è andata con gli altri big in questi anni, no? Allora, su Google la scritta sponsorizzato c’era, poi è diventata sempre più piccola e sempre meno distinguibile dal resto. Sui social è iniziata con il banner a lato ed è finita con i truffatori che comprano inserzioni e nessuno le blocca. Con Google vedevamo 10 link e sceglievamo noi. Qui vediamo una frase sola, sicura di sé, che dice cosa fare.

Se prendono la stessa strada, arriveremo al momento in cui qualcuno paga per farci rispondere in un modo invece che in un altro. Quell’avviso non lo vedremo, perché una risposta scritta bene sembra sempre un consiglio. Se dentro quella frase entra il denaro, non abbiamo nessun modo di accorgercene.

Disattivare la personalizzazione non toglie la pubblicità. Cambia solo quale pubblicità ci arriva.

Quindi, amici, per le domande che toccano soldi, salute, contratti, scuola dei figli, eccetera, controlliamo sempre 2 volte. Su fonti che non abbiano niente da venderci. La pubblicità migliore è sempre stata quella che non sembra pubblicità.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.