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407 – NON I CHATBOT. SONO I ROBOT UMANOIDI CHE CAMBIERANNO L’ECONOMIA

Sono tre anni che parliamo di ChatGPT, di testi scritti dall’AI, di chi bara agli esami. Guardiamo lo schermo, ma intanto dentro le fabbriche stanno montando robot umanoidi che lavorano.

Il chatbot scrive una mail, no? Mentre il robot in fabbrica monta un pezzo, salda, sposta, ripete senza sbagliare. Il primo, quello dei chatbot, ce l’abbiamo tutti, lo vediamo tutti, fa notizia, ci fa litigare sui social e pochi ne parlano sul serio.

Sono influencer che fanno videini che parlano dei robot, ma sono cose un po’ stupide, quando in realtà abbiamo bisogno di capire sino in fondo quanto stanno cambiando la nostra società. Peraltro sono robot che prevalentemente hanno il piano di essere dati in affitto.

Idealmente gli stessi robot che portano a spasso il cane e che rifanno il letto, poi vanno a lavorare in fabbrica. E se al vicino serve per riverniciare un muro, beh, glielo affittiamo a ore.

Perché sta cambiando tutto, sta cambiando le case, ma soprattutto sta cambiando le fabbriche. Perché le economie avanzate vivono di manifattura molto più di quanto sembri. Qua negli Stati Uniti le fabbriche valgono circa il 10% del PIL, ma sono comunque 2.500 miliardi di dollari.

In Germania il 18%, in Giappone oltre il 20%, in Cina quasi il 25%. Chi produce comanda. E adesso dentro quelle fabbriche entra l’Intelligenza Artificiale con un corpo.

Vedete, il vantaggio dei robot intelligenti non è licenziare e basta. È poter aumentare la produzione restando a casa, senza spostare la fabbrica dall’altra parte del mondo per pagare meno gli operai.

La fabbrica torna, ma con meno persone dentro. In Cina in pochi anni la fabbrica è passata da meno di 100 robot industriali ogni 10.000 lavoratori a circa 470, tra i paesi più automatizzati al mondo, anzi più autonomizzati al mondo.

E non sono prototipi da fiera, sono linee che girano davvero adesso. Per anni abbiamo pensato che l’AI avrebbe colpito prima i lavori di concetto, gli avvocati, i programmatori, gli impiegati.

Però sta succedendo anche il contrario. Perché vedete, il lavoro operaio qualificato è tra i primi a essere ridisegnato: così come hanno imparato dallo scibile umano a scrivere benissimo, stanno imparando dallo scibile umano che vedono a fare benissimo.

Peraltro, chi possiede i robot guadagna. Chi lavorava dentro invece si deve reinventare, e spesso senza nessuna rete di sicurezza sotto. Per cui noi continuiamo a guardare gli schermi, ChatGPT, Claude, l’AI.

Ma il cambiamento vero sta succedendo nei capannoni, e questa cosa è da raccontare e da capire, perché sta arrivando a casa nostra e sta cambiando la nostra società e la nostra economia.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Robot #Fabbrica #Economia

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.