Tuo figlio mette qualche like e gli arrivano dei soldi. Il lavoretto più innocuo del mondo, magari non è così?
No.
Funziona così. Una di queste “aziende di promozione” lo aggancia sui social e lo paga per cliccare. Pochi euro, zero fatica. Poi alza il tiro. Apri un conto, gli dicono. Ti faccio arrivare un bonifico. Tu lo giri su un altro conto e ti tieni una commissione.
Sembra un lavoro pagato bene. Ma è riciclaggio.
Quei soldi arrivano da phishing e da truffe, e il ragazzo diventa l’anello che li ripulisce e li fa sparire. Non lo sa. E per la legge la buona fede non basta: resta riciclaggio, con il conto bloccato e un’accusa penale addosso a un ragazzino.
Succede sempre più spesso. La Guardia di Finanza spiega che quello che aggancia i nostri figli è il guadagno facile online, lo stesso che ha fregato in tanti con le criptovalute e gli NFT, quella roba che a loro sembra normale perché in rete tutto pare gratis e veloce.
I genitori pensano di non capire questo mondo nuovo, leggono sui giornali di fuffaguru da Dubai che dicono di sapere come fare i soldi e lo spiegano dai social ai nostri figli.
Parlatene a casa: se i vostri figli guadagnano online con meccanismi che non vi sono chiari, magari non è la magia di Internet, ma verificate molto bene!
Nessuno regala soldi per dei like, perché quei like si possono automatizzare. Se qualcuno ti chiede di ricevere bonifici e rigirarli, non è un lavoro, ti sta usando. Spesso il conto è dei genitori, e la responsabilità diventa loro.
Fate girare questo video per aiutare anche gli altri.
#DecisioniArtificiali #MCC












