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335 – 5 suggerimenti per risolvere il problema della shadow AI

5 suggerimenti per risolvere il problema della shadow AI, l’AI usata a insaputa delle aziende

La shadow AI è l’Intelligenza Artificiale che entra in azienda senza che nessuno lo sappia. Ne avevo già parlato e nel frattempo è peggiorata. Metto un commento al post con il link al video che ne parlava nel dettaglio.

Qui negli Stati Uniti ogni dipendente apre tre o quattro tool AI al giorno, mai approvati da nessuno. Dentro ci finiscono contratti, mail di clienti, fogli Excel, codice sorgente.

ChatGPT, Claude o Gemini… Un dipendente clicca “accedi con Google” su un tool nuovo, e quel tool si prende lettura e scrittura sull’intero Workspace aziendale. Drive, mail, documenti. Il traffico non passa dalla rete aziendale, quindi nessuno se ne accorge. Vietare non funziona. I dipendenti useranno l’AI comunque. Servono 5 mosse pratiche.

Il primo suggerimento è fare l’inventario vero. Audit OAuth, scansione delle estensioni browser, sondaggio interno. Se chiedi “aiutaci a renderti più sicuro” rispondono, se invece chiedi “stai violando le regole”, mentono…

Il secondo è una policy scritta per esseri umani. Lista degli strumenti approvati, dati che non vanno mai dentro un’AI, opt-out dal training verificato per ogni tool, processo veloce per chiederne di nuovi.

Il terzo è la corsia veloce per le richieste. Un dipendente che aspetta sei settimane trova una scorciatoia in due giorni.

Il quarto è il monitoraggio dal browser, perché è lì che vive l’AI oggi. Anche nei dispositivi privati, ma lì ci si può fare poco se non cultura…

Il quinto è il coaching nel momento giusto. Un alert breve quando si apre un tool fuori lista, con l’alternativa pronta. Trenta secondi che valgono più di un corso all’anno.

I dipendenti sono il primo punto d’ingresso degli attacchi e devono diventare il primo punto di difesa. L’attenzione dopo un corso o un incidente svanisce in poche settimane. Senza formazione continua, tutto torna come prima.

Voi cosa ne pensate?

✅ Ora che vivo a New York tocca definire con anticipo le settimane in cui sarò in Italia nei prossimi mesi. La email di chi mi gestisce gli ingaggi per gli eventi è: [email protected] 👉 Se leggete questo commento mettetegli un like così rimane visibile in cima. Grazie

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.