Arriva la pubblicità su ChatGPT, ma per quanto ancora si vedrà che lo è?
ChatGPT ha la pubblicità. Da maggio 2026 ads.openai.com è aperto a tutti gli inserzionisti americani. Oggi gli annunci si vedono chiaramente: un riquadro etichettato “Sponsored”, sotto la risposta. OpenAI ripete come un mantra il principio di “Answer Independence”: gli ads non influenzano mai le risposte. Sistemi separati. Blindati architetturalmente. Bello, pulito, trasparente. Quanto durerà?
Scommetto che l’etichetta sarà la prima a sparire. Oggi il riquadro si nota. Domani, quando l’esperienza dovrà essere “più conversazionale”, la scritta diventerà più piccola, più sfumata. È già successo con altri, come Instagram: i post sponsorizzati prima si riconoscevano al primo colpo, oggi ci vogliono due secondi e attenzione.
La separazione tra annunci e risposte è quella che mi convince meno. OpenAI punta a 2,5 miliardi di ricavi pubblicitari nel 2026 e 100 miliardi entro il 2030. IPO in arrivo, infrastrutture che costano miliardi al mese. E come è già successo con altre piattaforme come Facebook, quando i numeri diventano così alti si accettano anche le truffe sponsorizzate.
Quando un advertiser pagherà abbastanza, chi deciderà cosa il modello gli suggerirà sul mutuo da chiudere o sul medico da cambiare, su una questione di salute che magari riguarda un medicinale piuttosto che un altro?
Ah, da aprile la privacy policy è cambiata e dice esplicitamente che OpenAI riceve dati dagli inserzionisti sui nostri acquisti…
Voi cosa ne pensate?
#DecisioniArtificiali #MCC
✅ Ora che vivo a New York tocca definire con anticipo le settimane in cui sarò in Italia nei prossimi mesi. La email di chi mi gestisce gli ingaggi per gli eventi è: [email protected]
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