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279 – Se il tuo CdA non governa l’AI, l’AI governa lui

Se il tuo CdA non governa l’AI, l’AI governa lui

L’Intelligenza Artificiale è già dentro le vostre aziende. Non lo state decidendo adesso. È già successo. Tre lavoratori su quattro usano l’AI al lavoro. Nell’80% dei casi con i propri strumenti personali, non quelli approvati dall’azienda. Account gratuiti, versioni in prova, app scaricate sul telefono. Dati aziendali che escono dal perimetro e non rientrano più.

Solo un’azienda su cinque ha un modello di governance maturo per gli agenti autonomi. Due terzi dei consigli di amministrazione hanno conoscenze sull’AI che vanno da limitate a zero. Non è un problema tecnologico, è un problema di decisione.

Ho lavorato con aziende qui a New York che hanno passato mesi a costruire policy perfette, task force, comitati di esperti, riunioni per definire le riunioni. Nel frattempo i dipendenti usavano ChatGPT per scrivere report, analisi, presentazioni. Con dati aziendali. Senza nessuna regola. Nessuno lo sapeva, o facevano finta di non saperlo.

Ci sono tre trappole in cui cadono quasi tutte le organizzazioni. La prima è la trappola della perfezione: aspettare di avere il framework giusto prima di muoversi. La seconda è la trappola dei progetti: trattare la governance come un progetto con inizio e fine, invece di una capacità permanente che va costruita e tenuta viva ogni giorno. La terza è la trappola dell’expertise: pensare che serva qualcuno con il titolo giusto, la certificazione giusta, il consulente giusto, prima di poter cominciare. Tutte e tre portano allo stesso posto: immobilità.

E mentre l’organizzazione rimane ferma, l’AI si muove. Gli agenti autonomi entrano nei processi, prendono decisioni, agiscono. Senza che nessuno abbia scritto una riga su chi è responsabile quando qualcosa va storto.

La governance non serve a bloccare l’AI. Serve a permetterle di funzionare senza fare danni. Serve a chi la usa, a chi ne risponde, a chi deve difendere le scelte dell’azienda davanti a un cliente, a un regolatore, a un giudice.

Il rischio più grande non è sbagliare la governance. È aspettare il momento perfetto per cominciare. Quel momento non arriva mai. E nel frattempo l’AI decide per voi. Cosa ne pensate?

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.