Il Sud batte il Nord nell’innovazione e pochi lo sanno
Vi dico una cosa che farà arrabbiare un po’ di gente. Il Sud Italia, in alcuni settori, sta sorpassando il Centro e tallonando il Nord. Non nei numeri assoluti, ma nella velocità di crescita. E non nel turismo. Nell’aerospazio, nel digitale, nei semiconduttori, nella farmaceutica.
A Napoli, dentro la Federico II, c’è l’Apple Academy. A Catania c’è l’Etna Valley, uno dei centri più importanti d’Europa per i semiconduttori. A Bari nascono aziende di cybersecurity che lavorano con l’aerospazio europeo. In Calabria l’Università ha un rettore che è uno dei massimi esperti di Intelligenza Artificiale in Italia. Ha appena firmato un accordo per portare il machine learning nella sanità calabrese.
Dal 2014 il digitale al Sud cresce più della media italiana. Lo dice la Banca d’Italia. Il valore aggiunto del Mezzogiorno dal 2024 in poi è salito di quasi il 3%.
Oltre il 40% degli investimenti in connettività vanno al Sud. Il costo della vita è più basso del 35%, ci sono incentivi a fondo perduto. Ci sono persone qui a New York che stanno andando a lavorare al Sud per aziende americane, sempre di più. Fanno esperienza all’estero e poi tornano.
Il Sud collabora direttamente con Stati Uniti, Giappone, Taiwan e Cina. Reti nate in trent’anni, indipendenti dal Nord.
Ho parlato con imprenditori del Sud del digitale. Non sono mica più quelli che uno si aspetta. Sono persone che lasciate lavorare fanno vedere che il salto si può fare, anzi l’han già fatto. Ma gli italiani se ne stanno accorgendo? Forse no. Era il caso di dirlo.
Voi cosa ne pensate?











