Tredicenne di Bergamo: Arm* e dr*ga via Telegram
Su Telegram i ragazzi possono comprare arm e drga, e gli va bene così perché ci guadagna!
Su Telegram si vendono arm*. Drga con consegna a domicilio in più di venti paesi. Si scambia materiale pporgrafico. Si reclutano persone per organizzazioni terrristiche. Si diffondono video di tortre, esecuzoni, autolesonismo. Ricercatori italiani hanno identificato 72 canali in italiano che vendono roba illegale, dai soldi falsi alle arm* usate. Alcuni con oltre 40.000 follower. Pubblici. Raggiungibili con una ricerca.
Il tredicenne di Bergamo aveva pubblicato il manifesto su Telegram ore prima di entrare a scuola. C’era scritto tutto. Quello che avrebbe fatto, come e perché. Con le foto delle arm* nello zaino. Telegram ha chiuso il canale dopo. Dopo che la docente accolt*llata era già in elicottero, in codice rosso.
Pavel Durov, il fondatore di Telegram, è stato arrestato in Francia nell’agosto del 2024 all’aeroporto di Le Bourget. Dodici capi di imputazione. La magistratura francese gli contestava di non fare nessuna moderazione e di non collaborare con le forze dell’ordine. È uscito pagando 5 milioni di euro di cauzione. La piattaforma è rimasta identica.
Giornalisti che hanno analizzato oltre 3 milioni di messaggi su 16.000 canali hanno documentato che Telegram controlla raramente le richieste delle forze dell’ordine. Le altre grandi piattaforme hanno migliaia di moderatori dedicati. Telegram ha scelto di non averli. Più utenti, più canali, più traffico, più soldi. Anche quello illegale.
I ragazzi quei canali li cercano. Spesso li trovano. La famiglia del tredicenne ipotizza che il figlio possa essere stato influenzato da qualcuno incontrato online. Gli investigatori stanno cercando di capire quante persone erano collegate al canale nel momento dell’aggressione, e chi fossero. Molti di quei canali esistono ancora.
Chiara Mocchi, dal letto d’ospedale, ha scritto una lettera. Ha detto che non prova rabbia né paura. Ha detto che tornerà a insegnare. Io sono arrabbiato. Serve che qualcosa accada adesso, altrimenti altri casi così si ripeteranno. Non è colpa di internet, è colpa di chi gestisce piattaforme fregandosene altamente dell’effetto che fanno sui ragazzi.
Voi cosa ne pensate?
(Nota: alcune parole sono state storpiate per evitare ban del video)











