Scarica la mia App gratis

267 – Attenzione alle carte fedeltà e alle assicurazioni sanitarie!

Attenzione alle carte fedeltà e alle assicurazioni sanitarie!

Ogni volta che usiamo una carta fedeltà lasciamo una traccia precisa: cosa compriamo, quando, in che quantità, con quale frequenza. Un’inchiesta di Consumer Reports negli Stati Uniti ha mostrato come alcuni grandi programmi loyalty costruiscano profili dettagliati a partire dagli acquisti, poi utilizzati anche per attività commerciali e pubblicitarie.

Gli scontrini digitali diventano dati, i dati diventano profili, e i profili generano inferenze. Farmaci da banco, prodotti per intolleranze, alimenti legati a una dieta medica. Nel tempo questi segnali costruiscono una fotografia molto più dettagliata di quanto immaginiamo. I sistemi leggono probabilità: interessi, condizioni, abitudini.

Sul lato sanitario il livello di sensibilità è ancora più alto. I processi automatizzati che incidono su rimborsi e autorizzazioni vanno a prendere anche quei dati. L’attacco a Change Healthcare, con oltre 190 milioni di persone coinvolte secondo gli aggiornamenti ufficiali, ha mostrato quanto siano centrali e fragili questi archivi sanitari e amministrativi.

Quest’anno la California ha attivato DROP, una piattaforma pubblica per inviare richieste di cancellazione ai data broker. Il mercato dei dati personali è diventato un tema strutturale.

Per una famiglia significa questo: abitudini di acquisto e dati sanitari contribuiscono a un profilo di rischio molto preciso. Le assicurazioni sono molto interessate a questo, sia per mandare offerte personalizzate sia per decidere quando farci pagare molto di più per un’assicurazione sanitaria. E da dove prendono i dati? Dalle carte fedeltà.

Usiamo la carta fedeltà quando il vantaggio è reale e misurabile. Controlliamo le impostazioni privacy dei programmi loyalty e limitiamo la condivisione quando possibile. Dobbiamo sapere per quanto tempo, che dati e con quali soggetti vengono condivisi. Sono cose a cui magari non diamo valore, ma che poi alla fine rischiamo di pagare caro.

Condividi su:

Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.