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193 – Polymarket: quando scommettere su tutto diventa una dipendenza

Polymarket: quando scommettere su tutto diventa una dipendenza

Qui negli Stati Uniti Polymarket sta cambiando il modo in cui molte persone vivono le notizie. Non le seguono più soltanto. Le giocano. Polymarket prende un evento reale e lo trasforma in una domanda secca: accadrà o no. Due pulsanti. Yes o No. E diventa una droga.

Si entra sulla piattaforma, si sceglie un evento: elezioni, decisioni politiche, economia, conflitti. Ogni evento è una domanda chiusa. Si preme Yes se si pensa che accadrà, No se si pensa che non accadrà. A ogni scelta corrisponde un prezzo, tra zero e un dollaro, letto come probabilità in tempo reale. Si decide quanto mettere, si conferma. Se l’evento si verifica, alla chiusura del mercato ogni quota vale un dollaro. Se non si verifica, vale zero. Non serve aspettare la fine: le quote possono essere rivendute prima, se il prezzo si è mosso nella direzione giusta. Esattamente come un titolo.

L’interfaccia è pensata per essere veloce. Numeri che si aggiornano in tempo reale, grafici che salgono e scendono, possibilità di comprare e vendere in continuazione. Le transazioni avvengono con stablecoin, quindi il passaggio tra decisione e azione è quasi immediato. Pochi secondi. Nessuna frizione. È qui che il meccanismo cambia natura. Non stiamo più parlando solo di previsione. Stiamo parlando di stimolo continuo. Ogni variazione di quota diventa un segnale, ogni refresh promette qualcosa, anche quando non succede nulla.

Durante le elezioni americane del 2024, qui a New York, molte persone controllavano Polymarket più volte all’ora. Non per informarsi, ma per vedere il numero muoversi. Un discorso pubblico, una voce sui social, un titolo ambiguo. Subito dopo, refresh. Se la quota sale, soddisfazione. Se scende, tensione. La dinamica è identica a quella delle scommesse sportive online. Lo stesso è successo nel 2023 con i mercati sulle decisioni della Federal Reserve. Utenti che raccontavano di aprire la piattaforma decine di volte al giorno, anche in assenza di notizie. Il gesto diventa automatico. Apri. Guardi. Chiudi. Riapri.

Diversi studi sul gioco d’azzardo digitale mostrano che velocità, feedback immediato e possibilità di ripetere l’azione senza limiti aumentano il rischio di comportamento compulsivo. I prediction market aggiungono un elemento ulteriore: gli eventi non sono astratti. Riguardano politica, economia, sicurezza. Riguardano tutti.

A un certo punto il confine si sposta. Non si osserva più la realtà per capirla. Si inizia a sperare che vada in una direzione perché lì c’è una posizione aperta. La notizia diventa personale, l’evento pubblico diventa una scommessa privata. La quota diventa una routine: apriamo, controlliamo, aggiorniamo. A forza di farlo smette di essere informazione e diventa stimolo. Attenzione e tempo finiscono dentro quel numero che si muove.

#DecisioniArtificiali #MCC #Documentario

👉 Ora che vivo a New York tocca definire con anticipo le settimane in cui sarò in Italia nei prossimi mesi. La e-mail di chi mi gestisce gli ingaggi per gli eventi è: [email protected]

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