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Le Startup italiane sono morte?

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Non si sente più parlare di Startup in pompa magna come una volta. Quindi sono morte loro e il settore?

No. Semplicemente allora c’era la moda, l’hype, si parlava solo di quello.
La politica riteneva che fosse la risposta al precariato e sosteneva i vari storyteller delle Startup. Ogni tanto qualcuno vinceva qualche Startup show o concorso e riceveva un assegno da 10.000 euro che veniva sventolato come un premio.

Io dicevo che così si facevano danni e basta.
Che con 10.000 euro non ci paghi nemmeno un anno dello stipendio di una persona. Ma ero il rompiballe, quello contro il circo in cui partecipavano tutti, ognuno per mangiare un mezzo pasticcino sbriciolato. Mentre la torta per finanziare il “cinema” l’hanno mangiata i soliti pochi e sul tavolo non è rimasto nulla. Nemmeno la scritta “Startup”.

Dopo 10 anni il “cinema” si è sgonfiato.
C’è ancora qualche sopravvissuto che cerca ancora fondi in giro, semi disperato, magari da 10 anni con la stessa mezza idea o prototipo che nel frattempo è diventato desueto… e ancora ha il coraggio di dire “Start-up” senza vergognarsi. Negli anni si è visto che senza finanziamenti adeguati non si fanno prodotti straordinari. Anzi, si fanno frittelle senza buco. Gli storyteller di allora hanno cambiato mestiere e ora sono quasi tutti in giro a parlare di Metaverso. Sono sempre gli stessi. Stesse tecniche, stesse logiche, stesse cricche, stesso supporto politico basato sul nulla.

Anche questa volta io sono sempre il solito rompiballe realista, mentre là fuori si dividono i mezzi pasticcini. La torta che finanzia il nuovo “cinema” la mangeranno sempre gli stessi pochi.

E anche questa volta sul tavolo non rimarrà nulla, anche perché di nulla si tratta.

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