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Stanno trasformando il browser in un assistente, in un agente autonomo.

Opera l’ha chiamato Neon e lo presenta come il primo browser “agentico” al mondo.

L’intelligenza artificiale non è solo dentro il browser, è il browser.

Neon compila moduli, prenota viaggi, fa acquisti online, risponde alle domande, scrive codice, crea giochi e siti da solo. Anche se siamo offline. Per farlo, usa agenti AI nel cloud che si attivano in background. Un’evoluzione del vecchio “Browser Operator” di cui si era parlato mesi fa, ma ora con ambizioni più grandi. Non è più un tool, è una piattaforma.

Opera apre una lista d’attesa e promette un abbonamento premium, senza dire il prezzo. Intanto Arc abbandona il suo vecchio browser per puntare tutto su Dia, un’interfaccia pensata solo per l’AI. Google, OpenAI e Perplexity sono già al lavoro sul loro browser intelligente.

E quindi?

Quindi tra poco ci troveremo a parlare con il nostro browser. A chiedergli cose da fare, non solo da cercare. Ma qui si apre un altro tema: chi decide cosa fa il browser al posto nostro? Perché questi agenti agiranno per noi, ma imparando da noi. E se sbagliano? Di chi è la responsabilità?

Il futuro della navigazione non è più solo cliccare link. È fidarsi di un’intelligenza che prende decisioni al posto nostro, su una rete dove tutto è connesso e nulla è neutrale.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.