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Oggi la maggior parte dei “progetti” nascono per fare soldi e non per innovare.

tecnologie del passato e del futuro 1

Nel 1992 ho iniziato a creare, per lavoro, pezzi di Internet e nel 1993 pezzi di Web.

Ho visto passare tante tecnologie “rivoluzionarie”. Alcune sono morte prima di “rivoluzionare” perché non avevano le gambe. Altre invece avevano basi solide e sono ancora qui.

Io ne ho create alcune di successo. Molte invece sono stati errori e sono morte sul nascere. Ma tutte sono state frutto della voglia di sperimentare, dal punto di vista tecnico o imprenditoriale.

Nessuna è nata per “fare soldi”, anche se alcune li hanno poi fatti davvero.

Oggi la maggior parte dei “progetti” nascono per fare soldi e non per innovare.
Spesso sono solo scatole vuote con sopra etichette vuote che descrivono futuri possibili.

Web3, Metaverso e decentralizzazione sono le tre parole più diffuse in questo periodo.
Descrivono cose ogni volta diverse in funzione degli obiettivi di chi le usa.
Non hanno un significato condiviso e non significano nulla di preciso.

Spesso vengono usate in relazione al “fare i soldi”, “investire”…
Ma il digitale e la tecnologia sono una materia molto più complessa, le cui basi, per essere sostenibili hanno bisogno di solidità.

E per ora, in quelle parole, di solidità se ne vede molto poca.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.