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miSignal riconosce la presenza di sette tipi di tumori semplicemente misurando dei microRNA

La prevenzione dei tumori è roba seria, ma spesso finisce relegata a esami complicati o troppo invasivi per convincere tutti noi a farli davvero.

Ora, immaginate se bastasse un semplice test dell’urina fatto comodamente da casa, magari la mattina appena svegli, per scoprire la presenza di un tumore nelle sue primissime fasi.

È proprio quello che fa Craif, startup biotech giapponese uscita dai laboratori dell’Università di Nagoya, che ha appena raccolto 22 milioni di dollari per espandersi negli Stati Uniti.
Il loro test si chiama miSignal e riconosce la presenza di sette tipi di tumori semplicemente misurando dei microRNA, molecole rilasciate dalle cellule malate quando la malattia è ancora all’inizio.

Qui non si parla più di prelievi di sangue o procedure fastidiose.
Craif sfrutta un dispositivo a nanofili capace di catturare praticamente tutti gli esosomi presenti nell’urina, e un sistema di intelligenza artificiale che legge segnali microscopici, invisibili a occhio umano.

Nel mercato giapponese sono già partiti con un fatturato previsto di 15 milioni quest’anno, e puntano a salire a dieci tipi diversi di tumore entro pochi mesi, aggiungendo anche malattie neurodegenerative.

Il futuro della diagnostica precoce forse non è nei grandi ospedali o in esami complicati, ma direttamente in bagno, a casa nostra.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

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Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

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