L’ONU PARLA DI AI.
Al Palexpo di Ginevra, dal 7 al 10 luglio, si siedono allo stesso tavolo i governi di mezzo mondo per parlare di intelligenza artificiale. Ci sarò anch’io. Aprirò la giornata del 9 con un keynote su AI, democrazia e Decisioni Artificiali.
Lo organizza l’ONU, tramite l’ITU, insieme alla Svizzera. L’anno scorso da lì sono passate oltre undicimila persone, da 169 Paesi. Ministri di cento Paesi.
Il programma è pubblico, lo trovate online. Si parla di AI in sanità, di AI e lavoro, di chi resta indietro nel digitale e di chi corre avanti, di come tenere queste macchine sotto controllo prima che combinino guai. Deepfake, disinformazione, agenti automatici che decidono al posto nostro.
Tutta roba che poi finisce nelle giornate di tutti.
Quello che si decide a Ginevra non vincolerà nessuno, ma da quei tavoli uscirà il consenso, e dal consenso, qualche mese dopo, nascono le leggi. E quelle vincolano eccome.
L’Italia in tutto questo c’è. Eccome se c’è. Siamo stati il primo Paese in Europa a darci una legge nazionale sull’AI, la 132 del 2025, allineata alle regole europee. Come sapete ho contribuito a quella legge quando ero nel primo comitato della Presidenza del Consiglio.
Noi un quadro ce l’abbiamo. Eppure provate a contare quanti giornali italiani vi raccontano con continuità cosa fa il nostro Paese, di cosa facciamo noi italiani nei tavoli internazionali.
Pochi.
Pochissimi.
Peccato.












