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I miei commenti su 2 notizie: una di OpenAI e una di ByteDance

La corsa ai cervelli artificiali non si ferma più. E quando parliamo di “cervelli”, ormai, intendiamo davvero intelligenze capaci di ragionare, esplorare, rispondere. OpenAI ha appena reso pubblico BrowseComp, un benchmark pensato per misurare la capacità degli agenti AI di cercare informazioni difficili da trovare sul web. Non è una semplice verifica di ricerca: qui si testa se l’IA riesce a cavarsela in quelle situazioni in cui anche noi, umani esperti di Google, spesso falliamo. È un segnale chiaro: si sta costruendo un nuovo tipo di intelligenza, capace di usare il web in modo autonomo, quasi come un investigatore digitale. E questo cambia tutto. Link


Nel frattempo, ByteDance – la stessa che sta dietro a TikTok – ha presentato Seed-Thinking-v1.5, un nuovo modello da 200 miliardi di parametri, con 20 miliardi attivi, progettato per il ragionamento. Supera DeepSeek R1, ed è già su GitHub, pronto per essere testato e usato. È una mossa importante, perché significa che la Cina sta spingendo forte anche sul fronte dell’open source dell’intelligenza artificiale, ma con armi sempre più sofisticate. Seed-Thinking non è un assistente: è un pensatore. E sarà interessante vedere cosa accadrà quando inizieremo a usarli in massa. Link

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.