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Oggi le aziende hanno bisogno di “medici del digitale”

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Oggi le aziende hanno bisogno di “medici del digitale” per operare o cambiare i canali di vendita, le arterie di comunicazione, la pancia e il cervello delle aziende.

Ma essere un esperto di comunicazione o di marketing digitale non è come essere un chirurgo.

La differenza è sostanziale: mentre i chirurghi sono iscritti a un albo professionale che li abilita a mettere le mani dentro le persone, per gli esperti di comunicazione o di marketing digitale non esiste un albo.

Eppure qui ne va della vita delle aziende.

I clienti sono come i pazienti: non sono in grado di valutare… Possono avere una buona impressione, aver letto di questo o dell’altro professionista, provare simpatia, apprezzare i modi… Ma che ne sanno loro se sta operando bene o meno? Lo scopriranno quando ormai è troppo tardi perché l’operazione è andata male.

Quindi quando scegliamo il “medico del digitale” per la nostra azienda, informiamoci e scegliamo con la testa e non con gli occhi. In questo modo troveremo la persona o l’azienda giusta in grado di portare il giusto digitale nel corpo della nostra azienda.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.