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Cultura oggi è anche digitale

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Cultura.
Non è di serie A solo la storia o la filosofia.
Cultura oggi è anche “digitale”.

Se lo ignori tutto o in parte, ti manca un pezzo per comprendere la società attuale e le sue complessità.
Il digitale se non lo domini, ti domina lui.
Ecco perché serve diffondere cultura digitale.

Belli i libri e i documentari sulla storia. Il passato serve per conoscere meglio il presente e a delineare il futuro.
Ma senza la cultura del presente, che passa dalle complessità del digitale, manca la terra su cui stare stabilmente in piedi mentre ti guardi intorno.

Ci vorrebbero decine, centinaia, di programmi di divulgazione digitale. Manifesti per le strade. Volantini. Auto con gli altoparlanti sopra!
Perché ai meno digitali si arriva coi loro mezzi, non con Internet!

Serve raccontare il presente. Quello che molti chiamano futuro ma che in realtà è già qui. Ma che non sono in grado di vedere dal loro osservatorio fatto di scrivanie piene di carta e da uno smartphone che usano prevalentemente per sfogliare i social e mandare messaggi.

Ma serve raccontarlo “a colori”. Non in “bianco e nero” come un vecchio annuncio dell’Istituto Luce. Perché dobbiamo spiegarlo a chi nel frattempo deve pensare ad altro. Mentre cerca di tirare il carretto della vita con le “ruote” quadrate, dobbiamo convincerlo a sostituirle con quelle rotonde. Lui ha altro da fare, mentre fatica a trascinarlo.
Se gli proponiamo il libro o il programma “tutto sulle ruote rotonde” non lo guarda o ce lo tira dietro!

Dobbiamo spiegare il presente così bene da farci ascoltare da chi ha altro da fare per poter alzare gli occhi.

L’Italia lo deve fare adesso! O sarà troppo tardi.
E lo deve fare senza proclami. Senza guru. Senza parole magiche.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.