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Spesso si parla di futuro del web senza capire la differenza tra Internet e Web.

Spesso si parla di futuro del web senza capire la differenza tra Internet e Web. 1

Spesso si parla di futuro del web senza capire la differenza tra Internet e Web.

Come mai? Non era mai successo prima.

Gli esperti azzardavano ipotesi e gli appassionati cercavano di comprenderle.
Oggi basta un po’ di entusiasmo per il digitale e molti si sentono futurologi.

Per prevedere il futuro bisogna conoscere il passato, così come per fare analisi di politica internazionale bisogna conoscere la storia.
La semplificazione dell’accesso ai vari strumenti ha fatto scattare nelle menti di molti l’effetto Dunnig-Kruger, per cui pensano di conoscere bene una materia che in realtà conoscono solo superficialmente.

30 anni fa quando ho iniziato a fare questo mestiere tutto questo non poteva succedere.
Perchè per andare online bisognava connettersi a una BSS usando ATDTxxxxxxx, gestire tutto da terminale, andare in SLIP/PPP, scegliere uno dei pochi protocolli disponibili. HTTP non esisteva e se volevi fare cose simili a quelle che si fanno ora col browser, potevi usare i newsgroup o IRC (la chat).
E dovevi pure pagare la bolletta telefonica per il tempo di connessione.

Ora si preme un tasto su un device già connesso, si guarda un video di uno che ne sa poco, che però spiega quale sarà il futuro del digitale sparando buzzword sentite in giro.
Se non se ne conosce la letteratura, e quello che c’è dietro, diventa tutto apparentemente facile.

Così gli esperti, che invece conoscono i dettagli del settore da 30 anni, si trovano a discutere coi neofiti sul fatto che esista o meno il metaverso o sullo scam degli smart contract. E se non sono d’accordo con loro si beccano dei Boomer…

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.