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477 – IL CAPO HA COMPRATO 15 ABBONAMENTI AI E NESSUNO SA CHI LEGGE I DATI

IL CAPO HA COMPRATO 15 ABBONAMENTI AI E NESSUNO SA CHI LEGGE I DATI

Chi usava Replit per costruirsi un’app con l’Intelligenza Artificiale si è ritrovato a usare un altro modello, scelto da Replit al posto suo. Ogni abbonamento di AI comprato in azienda è un fornitore che può cambiare il modello allo stesso modo, mentre tiene i dati dell’azienda. E di quel cambio risponde l’azienda. Per questo chi guida un’azienda deve sapere chi usa cosa e con quali dati.

Replit è una piattaforma dove si costruiscono app dal browser, chiedendo all’AI di scrivere il codice. E fino a poco tempo fa il modello era Claude, quello di Anthropic, e Replit era fra i suoi 5 clienti più grandi. Poi Amjad Masad, cofondatore e capo di Replit, a una conferenza ha detto che adesso il modello predefinito è quello di OpenAI. Chi vuole Claude deve sceglierlo da sé. E secondo TechCrunch la maggior parte dei clienti resta su quello predefinito.

E quando il modello cambia, cambiano anche le risposte. I dati poi possono finire sui server di un’altra azienda con condizioni d’uso diverse da quelle accettate all’inizio, sempre che qualcuno le avesse lette.

Vedete, in un’azienda quei dati sono contratti e buste paga. E spesso il capo compra una licenza per ogni reparto: il marketing ha il suo strumento, il legale ne ha un altro, ognuno con il suo fornitore. Ognuno di quei fornitori può cambiare il modello domani mattina. E in azienda spesso nessuno se ne accorge. Così il legale continua a incollarci i contratti senza sapere su quali server finiscono, né chi li legge.

L’AI Act, la legge europea sull’AI, dà obblighi anche a chi un sistema lo usa, pure se l’ha comprato. Anche quando il fornitore cambia modello, l’azienda che lo usa ha i suoi obblighi. E un’azienda con 15 abbonamenti ha 15 fornitori da controllare, e di solito non li controlla nessuno.

Quindi, se guidate un’azienda, fate subito l’elenco di chi usa quale AI e con quali dati dentro. Poi tenetene 3. Nel contratto fate scrivere che il fornitore deve avvisarvi prima di cambiare il modello o spostare i dati.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Privacy #Compliance #Fornitori

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.