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476 – DA UN ANNO NON INSTALLO PIÙ UN’APP NUOVA

DA UN ANNO NON INSTALLO PIÙ UN’APP NUOVA

Da un anno non installo più strumenti nuovi di Intelligenza Artificiale. Vedete, quando ne esce uno lo faccio verificare al mio agente e quasi sempre mi risponde: lo facciamo già. Perché un agente configurato bene fa già quello che fanno gran parte delle applicazioni nuove e spesso lo fa meglio. Al massimo ci si ruba un’idea, al massimo.

Il mio agente vive su un computer di casa sempre acceso, con OpenCode: un orchestratore, cioè il programma che smista i compiti fra gli agenti. E con OpenCode lavora un modello installato sulla mia macchina, che fa da cervello all’agente. Per i lavori più complessi tengo di riserva Claude Code, l’agente di Anthropic, con i suoi modelli in abbonamento o a consumo. E ogni lavoro nuovo diventa una dashboard, un pannello di controllo su misura, e da lì poi gira da solo.

I miei agenti controllano lo spazio su disco, registrano la voce, gestiscono calendario e pubblicità sui social e mi fanno le applicazioni per il telefono. Perfino i modelli da installare sul mio Mac Studio li sceglie una dashboard, dopo averli ovviamente provati sui miei compiti. Le mie dashboard funzionano molto meglio delle app pronte, perché sono fatte sui miei compiti.

Eppure la maggior parte di chi usa gli agenti non si fa creare le dashboard, e per questo resta dipendente dagli strumenti pronti. Gli influencer del settore non aiutano, perché presentano ogni nuovo second brain come la cosa da avere subito. Il second brain è un archivio già pronto dove l’AI tiene appunti e ricordi. E spesso fanno confusione anche sulle basi. Magari chiamano 3 agenti quelli che sono 3 finestre di terminale aperte sulla stessa macchina, e chi li segue finisce per fare la stessa confusione.

Quindi fermatevi prima di installare l’ennesima app. Chiedete subito al vostro agente di verificarla e di dirvi se quella cosa la sa già fare. E quando qualcuno apre 3 terminali e parla di 3 agenti, lasciate perdere: non seguitelo più, cancellatelo.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Automazione #Produttività #Agenti

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.