Le risposte costano zero e le domande invece valgono tutto. Vedete, le risposte sono diventate gratis, lo sapete. Un chatbot risponde a qualsiasi domanda in 3 secondi. Mentre noi abbiamo passato anni a studiare per saper rispondere, ma non per saper chiedere.
Vedete, per secoli le risposte erano rare. Le università sono nate proprio perché il sapere stava nelle mani di pochi. Interi mestieri esistevano per dare risposte, per cercarle, prepararle, consegnarle. E venivano pagati pure bene, perché quella roba lì era scarsa. Adesso è finita, inizia tutto con Google e adesso con l’Intelligenza Artificiale, boom. Perché quando una cosa diventa abbondante, smette anche di valere. E quindi chi campava vendendo risposte è il primo nella lista. E la questione non è facile, ha un impatto sociale importantissimo.
Qua negli Stati Uniti lo vedo. Tra i giovani tra i 22 e i 25 anni, nei lavori più esposti all’AI, l’occupazione è calata di circa il 13% dal 2023. Pensate che tra i giovani sviluppatori addirittura di quasi il 20%, eppure era un mondo in cui bisognava investire. Analisi, ricerche, primi pareri, bozze, roba da junior, roba che oggi esce da una macchina in 3 secondi.
Vedete, il lavoro si è spostato e oggi sta in chi sa fare la domanda giusta, in chi capisce cosa chiedere a chi e soprattutto perché. Il pensiero che viene prima del prompt, quello vale, perché il prompt lo scrive chiunque. E la scuola? Ci allena ancora a rispondere alle domande di qualcun altro. Verifiche, test, tredici anni passati a dare risposte che ormai costano zero. E poi ci stupiamo se i ragazzi usano ChatGPT per fare i compiti? Io la risposta non ce l’ho, però so che ci hanno insegnato a studiare per avere risposte. Ma l’AI le ha rese gratuite. Qual è la strada giusta? Non lo so, ma una cosa è certa: il mondo sta cambiando e dobbiamo occuparcene.
Voi cosa ne pensate?
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