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371 – CI STANNO OBBLIGANDO AD ADDESTRARE CHI CI LICENZIERÀ

Ci fanno addestrare l’Intelligenza Artificiale che ci sostituirà. E ci pagano per farlo.

Un tecnico che fa questo mestiere da quindici anni in una grande multinazionale me lo ha raccontato con una email. Gli hanno messo accanto un’AI di assistenza, all’inizio facoltativa. Nessuno la usava, perché chi sa lavorare non ne aveva bisogno. Così l’hanno resa obbligatoria, con una metrica. E da quel giorno il suo lavoro non è più aiutare il cliente. È correggere la macchina. Validare le risposte, sistemare gli errori, insegnarle il mestiere.

La addestriamo noi. E quando ha imparato abbastanza, il lavoro lo spostano in India o lo automatizzano del tutto. Ci siamo scavati la fossa con le nostre mani, e non possiamo fare altrimenti. Negli Stati Uniti lo chiamano skill harvesting.

Registrano e trascrivono tutto. Ogni chiamata, ogni connessione da remoto. Lo chiedono come consenso volontario, ma se rifiuti l’applicazione ti blocca le telefonate. Quel volontario è una parola vuota. Tracciano anche i movimenti del mouse e la velocità con cui digiti, e chi prova a fingersi attivo viene richiamato.

Il consenso di un lavoratore, davanti al capo che gli paga lo stipendio, non è libero. E un consenso non libero non vale niente.

Quando ho lavorato alla legge italiana sull’AI e al codice europeo, su questo abbiamo insistito, e fortunatamente la legge ne tiene conto. Dal 2 agosto, in Europa, i sistemi che monitorano e valutano chi lavora sono ad alto rischio. Vanno dichiarati e tenuti sotto controllo umano.

Sulla carta le regole ci sono quasi tutte. L’occhio che entra a controllare dentro i sistemi chiusi delle multinazionali, no. La legge esiste. Chi la fa rispettare lì dentro, quasi mai.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #SkillHarvesting #FuturoDelLavoro #Sorveglianza

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.