Ci pagano per addestrare l’AI che ci licenzierà
Siamo il nuovo giacimento di dati. Il nostro lavoro quotidiano, ogni clic, ogni scorciatoia, ogni menu aperto, finisce dentro i modelli AI che poi ci sostituiranno. Le grandi aziende hanno iniziato sul serio.
Il caso più visibile è Meta. Ha installato un software sui computer di tutti i dipendenti americani. Si chiama Model Capability Initiative. Registra clic, movimenti del mouse, pressioni dei tasti e scorciatoie. Fa screenshot dello schermo mentre si lavora. L’obiettivo dichiarato è costruire agenti AI autonomi, quelli che dovranno fare il nostro lavoro al posto nostro.
Un dipendente ha chiesto sulla bacheca interna come si fa a disattivarlo. Gli hanno risposto che non si può. Sul computer aziendale non c’è opzione per dire no.
OpenAI fa la stessa caccia in un’altra forma. A gennaio chiedeva ai collaboratori esterni di caricare veri documenti di lavoro da aziende precedenti, vere presentazioni, veri fogli di calcolo. Il materiale grezzo dei nostri uffici diventa carburante per gli agenti AI.
Qui a New York ho parlato con programmatori di grandi aziende. Mi dicono che sta diventando prassi. Si sta diffondendo in silenzio, un’azienda dopo l’altra.
E intanto i licenziamenti per AI sono già sul tavolo. Meta negli stessi giorni ha annunciato 8.000 tagli. Il 10% della forza lavoro globale. Partono il 20 maggio. Più altri 6.000 posti che non verranno riempiti. Capite. Lavoriamo, il software registra tutto, l’AI impara da noi, e la stessa azienda ci dice che qualcuno salta.
In Europa una cosa così probabilmente sarebbe illegale. In America no. E purtroppo sulla privacy dei dipendenti nessuno di questi giganti ha una storia rassicurante.
Voi cosa ne pensate?
#DecisioniArtificiali #MCC














