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240 – Attenzione, possono spiare la vostra posizione! Come difendervi

Attenzione, possono spiare la vostra posizione! Come difendervi

È sufficiente che vi mettano in borsa un AirTag perché chiunque sappia dove vi trovate, in tempo reale, e senza che voi ve ne accorgiate. E sin qui è cosa nota. Fortunatamente gli iPhone vi avvisano se c’è un AirTag non vostro che vi segue. Ma se avete telefoni Android non vi avvisa nessuno. Ecco cosa dovete fare per evitare che possano spiare la vostra posizione. Seguitemi sino alla fine.

Mediamente circa il 70% degli smartphone sono Android. La maggior parte delle persone è esposta e non lo sa.

Gli AirTag funzionano grazie a una rete di quasi due miliardi di dispositivi Apple nel mondo. Ogni iPhone che passa vicino a un AirTag aggiorna in silenzio la sua posizione, anche se l’iPhone non è il vostro. Basta che qualcuno vi passi vicino. Funziona benissimo per ritrovare le chiavi, ma purtroppo funziona benissimo anche per seguire una persona senza che lei lo sappia.

Su iPhone la protezione è automatica. Se un AirTag non vostro vi segue, arriva una notifica senza che dobbiate fare nulla: “Occhio che avete un AirTag non vostro che vi sta seguendo.”

Su Android gli avvisi esistono, ma funzionano solo se non avete un telefono vecchio e se avete Google Play Services aggiornato. Se non lo è, non vi avvisa nessuno. E anche quando funziona, i test indipendenti mostrano che il rilevamento è più lento e meno affidabile. Potreste essere seguiti per ore prima che qualcosa vi avvisi. Se vi avvisa.

Sempre per difendervi dall’essere spiati, gli AirTag hanno un piccolo altoparlante che emette un suono dopo alcune ore se si allontanano dal proprietario. Un segnale per accorgervi che c’è qualcosa di strano nella borsa. Il problema è che basta fare un piccolo foro sotto la batteria per disconnettere lo speaker. Non fa più rumore. Non vi avvisa più. E questi AirTag modificati vengono venduti già pronti su eBay.

Come difendervi: se avete Android, andate nelle impostazioni e cercate “avvisi tracker sconosciuti”. Verificate che sia attivo. Scaricate AirGuard, gratuita, open source, sviluppata da un’università tedesca, nessun interesse commerciale dietro. Scansiona in background e vi avvisa se qualcosa vi sta seguendo.

Apple e Google stanno lavorando insieme su uno standard comune per rilevare i tracker indesiderati, si chiama DULT. La direzione è quella giusta. Ma il problema esiste adesso.

Se avete iPhone siete più o meno coperti. Se avete Android: impostazioni, “avvisi tracker sconosciuti”, attivo. E AirGuard installata.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

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