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178 – I regali diventano esche digitali

Oggi 26 dicembre i regali diventano esche digitali

Il 26 dicembre è il giorno dei resi, dei pacchi in ritardo, delle ricevute da ritrovare, delle carte da controllare. Seguitemi fino alla fine che vi spiego perché proprio in quelle ore ci rubano gli accessi più facilmente.

Accendiamo insieme smartphone, tablet, smartwatch, console, cuffie, tracker. Ogni regalo chiede login, password, codici, collegamenti a email e metodi di pagamento. Nello stesso momento arrivano SMS ed email che sembrano perfette per quello che stiamo facendo: rimborso Amazon, consegna sospesa, problema col reso, indirizzo da confermare.

Occhio. È esattamente il momento che aspettano.

La FTC, qui negli Stati Uniti, ha segnalato i messaggi che promettono un rimborso Amazon in cambio di un click su un link. Arrivano dopo Natale perché dopo Natale stiamo davvero facendo resi.

Occhio al link. Porta quasi sempre a una pagina copiata bene. Inseriamo le credenziali, spesso anche il codice a due fattori. Da lì parte la presa dell’account. Dentro ci sono carte salvate, indirizzi, storico ordini, abbonamenti.

Occhio al tempismo. Il 26 dicembre rende credibile anche il messaggio sbagliato. Stiamo davvero aspettando pacchi. Stiamo davvero controllando i pagamenti.

Occhio ai dettagli veri. Nome giusto, email giusta, riferimento a un ordine reale. Quei dati arrivano da vecchi data breach e da liste vendute online. Dopo Natale sembrano normali.

Amazon indica canali ufficiali per segnalare comunicazioni sospette e ribadisce che non chiede password o codici via email o SMS.

Occhio ai regali in famiglia. Tablet a un figlio, smartphone a un genitore, smartwatch a un nonno. Dispositivi nuovi, interfacce nuove, notifiche nuove.

Occhio a cosa fare nei giorni dopo Natale.
Entrare solo dall’app ufficiale o digitando l’indirizzo a mano, mai dai link in SMS o email.
Controllare resi e tracking solo dal sito dove abbiamo comprato.
Non inserire codici di sicurezza su pagine aperte da link.
Per i regali a genitori e nonni, fare insieme la prima configurazione, recupero account e riduzione delle notifiche.

Il 26 dicembre non serve inventare niente. Il regalo è acceso, l’attenzione è bassa, il messaggio arriva nel momento giusto. Occhio al click.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

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Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.