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Reinventare la ruota

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REINVENTARE LA RUOTA
Nel digitale italiano si ama reinventare la ruota.
Dobbiamo cambiare mentalità.

Sono quasi 30 anni che lavoro su e per Internet. Ho visto passare tutto.
Le prime community, per entrare nei newsgroup ci mettevo circa 30 minuti solo per connettermi alle varie cose.
Le prime BBS, se si trovava la linea libera.
Il primo broswer, su cui ho imparato a scrivere HTML.
Le prime interazioni, e ho dovuto imparare a scrivere in Perl.
I primi database, e ho scelto asp.net / Access (sorry, mea culpa).
Il primo social network italiano (lo ha inventato Claudio Cecchetto).
Le prime pagine attive, e ho imparato javascript.
Ho visto arrivare e ho lavorato coi primi mondi virtuali, il motion capture, il web 2.0, i blog, i social, il “Chiudiamo i blog tanto ci sono i social“, il “Oddio ma ora i social ci fanno pagare perché ci vedano!“, il digital marketing, il telelavoro (nel 2003 per quasi 10 anni ho avuto 15 persone che lavoravano live dalla Crimea), i primi siti della PA che non funzionavano (così come gli ultimi).
L’Industria 4.0 e l’Impresa 4.0 (in realtà ho scritto un libro 10 anni prima che si chiamava proprio Impresa 4.0).
Il primo corso sul digitale portato in due università che non ne avevano mai avuto prima, l’arrivo dei motivatori che copiano gli americani, i venditori di corsi, i venditori di startup che vendono corsi, gli spacciatori di crypto truffa. E durante questo percorso ho visto arrivare altrettanti esperti di ognuna di quelle verticalità, molto molto bravi, che poi hanno sviluppato competenze di alto livello in tutti quei mondi.

Quindi oggi la PA quando deve capire come ripensare ai propri modelli per diventare veramente digitale, cosa fa? Va prima a chiedere a loro?
NO. Reinventa la ruota.
Si “riunisce” e ricomincia col pennarello a disegnare delle cose come se non fossero mai state create/analizzate/applicate prima.

Le aziende quando si accorgono che o diventano digitali o non vendono più, che fanno? Vanno dai tanti esperti di digitalizzazione delle imprese, che lavorano nel settore da decenni?
NO. Reinventano la ruota.
Si “riuniscono” e ricominciano col pennarello a disegnare delle cose come se non fossero mai state create/analizzate/applicate prima.

Voi conoscete altri mondi in cui reinventano ogni volta la ruota invece di usare quelle già fatte?

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.