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26 – USA vota per non fermare regole AI #DecisioniArtificiali #MCC

USA vota per non fermare le regole sulla AI, ma cosa significa?

Sapete quanto ritengo siano importanti le regolamentazioni sulla AI, per difendere le persone dalle multinazionali che fanno quel che gli pare con i nostri dati e il nostro cervello, spesso senza etica e senza rispettare i nostri valori personali.

Il Senato americano ha bloccato un tentativo pericoloso. Dieci anni di moratoria sulla regolazione dell’intelligenza artificiale a livello statale. Dieci anni in cui nessuno Stato avrebbe potuto approvare leggi, controllare, intervenire. Tutto congelato. Ma il voto è andato in un’altra direzione.

La proposta era parte dell’AI Policy Act. L’idea ufficiale: evitare una giungla di normative locali, garantire certezza alle aziende. Ma la realtà era un’altra. Bloccare per dieci anni ogni iniziativa autonoma avrebbe significato lasciare l’AI completamente scoperta. In un momento in cui i rischi sono concreti. Scuola, lavoro, sanità, pubblica amministrazione: l’intelligenza artificiale è già lì. Prende decisioni, influenza percorsi, genera conseguenze. E lo fa senza regole chiare.

Molti Stati americani si stanno muovendo proprio perché il vuoto normativo è diventato insostenibile. La California vuole impedire che l’AI venga usata per licenziare senza giustificazioni. Il Colorado pretende trasparenza nei sistemi automatizzati usati dalle istituzioni pubbliche. Il Massachusetts chiede protezioni per chi subisce decisioni da parte di modelli opachi e non verificabili.

Lasciarli fermi per un decennio sarebbe stato un errore. E per fortuna non è successo.

Il voto bipartisan ha mostrato che, almeno su questo, c’è una consapevolezza crescente. Che l’innovazione senza controllo non è un progresso. E che ogni livello istituzionale deve poter intervenire, sperimentare, tutelare. Nessuna corsa all’AI può giustificare l’assenza di regole. La tecnologia non può essere più veloce della democrazia.

#DecisioniArtificiali #MCC

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