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Entro fine 2026 Musk vuole mandare un razzo su Marte

Entro fine 2026 Musk vuole mandare un razzo su Marte

Resta l’ossessione di Musk, anche se Starship continua a esplodere.

Tre test di fila andati male, ma lui insiste: entro fine 2026 vuole mandare un razzo su Marte. Senza persone a bordo, meno male! Ma con un finto equipaggio di robot Optimus di Tesla. E per gli umani se ne riparla forse nel 2029. Meno male anche qui.

Il razzo è davvero gigantesco, 123 metri, il più potente mai costruito. Ma c’è ancora un problema grosso: per arrivare fino a Marte serve fare il pieno direttamente nello spazio. E oggi, tecnicamente, non ci siamo.

Lui stesso lo ammette: la riuscita di una missione marziana nel 2026 ha solo il 50% di probabilità.

E il famoso livestream in cui doveva spiegare tutto?
Mai partito. Nessuna notizia.
Ma la linea resta chiara: si va avanti. Marte o niente.

Anche se, per ora, l’unico vero risultato è far saltare tutto per aria.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.