Scarica la mia App gratis

Il futuro corre, ma a volte inciampa.

Il futuro corre, ma a volte inciampa. E proprio quando pensiamo di aver visto tutto, arriva una settimana in cui le aziende tech ci ricordano che stanno giocando una partita molto più grande di quella che immaginiamo.
Google ha deciso di finanziare tre centrali nucleari per alimentare i suoi data center, ognuna capace di generare fino a 600 megawatt. È una scelta che va ben oltre la tecnologia: se l’intelligenza artificiale è il cuore del potere digitale, l’energia è il sangue che lo tiene in vita. E Google vuole controllare entrambi.
Intanto Apple lavora su nuovi chip pensati per tre cose: Mac sempre più potenti, server AI e i suoi primi smart glasses, progettati per competere con i Ray-Ban di Meta. La direzione è chiara: fondere hardware, intelligenza artificiale e corpo umano in un’unica esperienza.
Anche Stripe ha fatto la sua mossa con un modello AI addestrato su decine di miliardi di transazioni per gestire i pagamenti. Significa che l’intelligenza artificiale non è solo creatività o automazione, ma sta diventando un’infrastruttura economica che governa in silenzio ogni nostra azione.
Amazon Web Services ha investito 4 miliardi per aprire la sua prima regione cloud in Cile, rafforzando la sua presa sull’America Latina e confermando che il cloud non è solo tecnologia, ma geopolitica.
Robinhood invece punta sull’Europa con una nuova piattaforma blockchain per permettere agli investitori retail di accedere ai titoli americani, disintermediando tutto e riscrivendo le regole dell’accesso finanziario.
Nel frattempo Tesla si è vista bocciare il marchio “robotaxi” e ha ripiegato su “Joyrobotaxi”, un dettaglio che mostra quanto anche il linguaggio sia diventato terreno di scontro tra realtà e ambizione.
Dalla Terra allo spazio, l’India ha firmato l’intesa per portare Starlink nel paese, mentre posticipa al 2027 il suo primo volo umano e prepara una missione senza equipaggio entro l’anno.
Samsung annuncia il Galaxy S25 Edge, il più sottile della serie, in uscita il 13 maggio, e conferma che la corsa alla miniaturizzazione continua.
Apple, per bocca di Eddy Cue, ci dice che l’iPhone potrebbe essere superato entro dieci anni, sostituito da un nuovo modo di interagire con l’AI.
E mentre tutti guardano al cielo e al futuro, c’è chi guarda dentro il corpo umano: un team di ricercatori ha completato il primo test clinico su persone con CRISPR/Cas9 per potenziare il sistema immunitario contro tumori avanzati. Un cambio di prospettiva radicale, perché dimostra che oggi l’intelligenza – artificiale o biologica – può non solo anticipare il futuro, ma riscriverlo.

Condividi su:

Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.