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ChatGPT ora ha memoria. E no, non è una metafora.

ChatGPT ora ha memoria. E no, non è una metafora.

Ricorda cosa gli diciamo. Registra che lavoro facciamo, come vogliamo essere chiamati, perfino lo stile con cui gli chiediamo le cose. Non è più solo una chat intelligente. È un assistente che impara su di noi e si adatta mentre parliamo.

OpenAI ha annunciato che la funzione “memoria” è attiva per chi usa ChatGPT-4, e che da luglio sarà disponibile per tutti. Funziona così: ogni volta che interagiamo, lui aggiorna il suo profilo su di noi. E non lo fa in silenzio. C’è una sezione apposita dove possiamo vedere cosa ha salvato, modificarlo o cancellarlo: Impostazioni > Personalizzazione > Memoria.

È come se, invece di dargli comandi ogni volta, ci stessimo costruendo una versione personale del modello. E questa cosa cambia tutto.

Perché da un lato ci semplifica la vita, certo. Ma dall’altro apre domande enormi. Dove finisce la comodità e dove inizia l’invasione? Siamo sicuri di voler un assistente che ci conosce così bene?

Una macchina che ricorda tutto quello che gli diciamo può essere utile. Ma può anche diventare pericolosa, se dimentichiamo chi prende le decisioni: noi.

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