Hanno deciso di fare sul serio.
L’Unione Europea ha appena approvato un nuovo piano d’azione per l’indipendenza tecnologica. Dentro ci sono 20 miliardi di euro per costruire gigafactory, cioè impianti di produzione avanzata per batterie, chip e componenti critici. Ma soprattutto c’è un’idea che cambia tutto: creare un mercato unico europeo dei dati.
Per capirci, oggi i dati circolano in Europa in modo frammentato. Ogni Stato ha le sue regole, le sue infrastrutture, le sue aziende. Il risultato? I colossi americani e cinesi giocano in casa, mentre l’Europa si muove a fatica. Questo piano prova a invertire la rotta.
Il nuovo “Continent Action Plan” punta a ridurre la dipendenza dai fornitori extra-UE e creare una filiera industriale tutta europea. Parliamo di chip, batterie, cloud, intelligenza artificiale. L’obiettivo è avere tutto in casa: tecnologie, energia e capacità produttiva.
Un mercato unico dei dati significa anche che le imprese europee potranno condividere e usare i dati in modo sicuro, trasparente e interoperabile. Con regole comuni e infrastrutture condivise. Un po’ come è successo con il mercato unico per le merci.
Ma chi guiderà questa trasformazione? Secondo la Commissione, saranno gli Stati membri, affiancati da consorzi industriali e fondi pubblici. Occhio però: se restano solo buone intenzioni scritte nei documenti, non cambierà nulla.
Servono regole semplici, soldi veri e tempi rapidi. E serve un approccio pratico, non ideologico. L’indipendenza digitale non si conquista con le conferenze, ma con i server accesi, le fabbriche costruite e i cervelli che restano in Europa.













