Ecco un po’ di ultime notizie di oggi sul mondo dei robot. Con l’aggiunta di qualche mio commento senza filtri…
#ElonMusk dice che entro il 2029 i primi uomini metteranno piede su Marte, ma stavolta non vuole limitarsi a lanciare solo esseri umani nello spazio: prima toccherà a Optimus, il suo robot umanoide, salire a bordo di Starship.
Capito? Sarà un robot il primo a camminare su Marte… Allora forse qualcosa non torna nella nostra visione romantica della conquista spaziale. Certo, Optimus potrebbe raccogliere informazioni importanti per le future missioni umane, ma sarà davvero questo il modo migliore per ispirare l’umanità a colonizzare lo spazio? Siamo sicuri che il nostro entusiasmo per Marte rimarrà invariato dopo aver visto un robot sponsorizzatissimo, anziché un astronauta, posare per primo il piede sul pianeta rosso?
Intanto, sulla Terra, in Cina si preparano a far correre i gli automi antropomorfi in una maratona di 21 chilometri, senza ruote, senza aiuti, solo con le loro gambe artificiali. Un evento pensato per mostrare al mondo quanto siano avanzati questi robot, creati da aziende come #Unitree e #Tiangong.
Ma hanno senso i robot che gareggiano tra loro?
Al di là della spettacolarizzazione, ha senso inseguire una tecnologia che punta a replicare esattamente i nostri movimenti invece di concentrarsi su applicazioni più utili?
O forse tutto questo serve solo per attirare investitori e per farci dire “che incredibile risultato” davanti a un robot che inciampa come un atleta umano dopo 21 chilometri?
Ma soprattutto come gli si fa il test antidoping? E non è una battuta…
E a proposito di applicazioni pratiche: in Giappone stanno progettando #robot intelligenti da spedire sulla Luna per esplorare le caverne nascoste sotto la superficie. I francesi, invece, testano a Barcellona un mini-bus autonomo, che si guida da solo tra traffico e pedoni. Negli Stati Uniti si lavora su robot-assistenti capaci di migliorare concretamente la vita delle persone, mentre in Polonia gli studiosi si chiedono come cambierà il lavoro con un robot al posto del capo.
Insomma, l’impressione è che mentre Musk ci vende sogni spaziali e i cinesi organizzano corse spettacolari per fare notizia, altrove qualcuno pensa davvero a come far convivere uomo e robot nella realtà quotidiana.
Forse è il caso di seguire più da vicino chi lavora per rendere utile la tecnologia, invece di chi la trasforma solo in show.
E anche oggi abbiamo finito i pop-corn… Non vedo l’ora di scoprire cosa succederà domani. Altro che serie di Netflix!













